“L’arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude”
Alexandre Dumas padre
Amniotico.
In questo scatto l’artista, spoglio dei propri abiti, intraprende un viaggio nel grembo materno.
Nove mesi in cui il suo corpicino si forma, si nutre, si prepara a diventare un uomo..
"Siamo quello che mangiamo" diceva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach,
e certamente anche per questo che noi tutti diamo molta importanza al cibo. Tutto inizia così...
Una cellula...un'embrione...ed infine un bambino che costruisce il suo piccolo corpo; i suoi muscoli, le ossa, la pelle ed il cervello con le sostanze di cui la mamma si nutre e che a sua volta sfamano il piccolo immerso nella placenta.
Perciò ,quasi per assurdo, potremmo dire che un neonato è... quello che la sua mamma ha mangiato in gravidanza.
In questo scatto, della nostra attuale società moderna ,il tutto è rappresentato da un involucro di cemento armato che avvolge il fotografo mentre si prepara al suo primo sforzo infinito, che lo porterà alla luce se riuscirà a distruggere le pareti che lo circondano...
Guardare la realtà da prospettive diverse.
In questo scatto l’autore esorta lo spettatore ad osservare la realtà da diverse prospettive.
L’essere umano, senza averne piena consapevolezza, è portato a valutare le proprie percezioni, le sue idee ed il proprio modo di vedere il mondo come un riflesso oggettivo di ciò che accade realmente attorno a sé.
In verità, quelle stesse intuizioni oltrepassano un filtro soggettivo, profondamente condizionato dal background e dalle emozioni che attraversano in quel momento l’osservatore.
“L’illusione più pericolosa è quella che esista soltanto un’unica realtà.”
Watzlawick
Ascoltare la Terra.
Con questa immagine il fotografo vuole richiamare l’attenzione sulla madre Terra. Ormai dal secolo scorso la Terra sta subendo un profondo deterioramento, a causa di un abuso, da parte del genere umano, delle sue risorse naturali. Queste ultime, infatti, si stanno progressivamente esaurendo e il nostro pianeta progressivamente ne risente e si ribella attraverso quelle che, ai nostri occhi, sono catastrofi naturali, ma che, in realtà, sono semplicemente conseguenza dell’inquinamento per mano dell’uomo. E’ fondamentale una presa di coscienza che risvegli il nostro legame con la Madre Terra, che ripristini la connessione tra essere umano e natura attraverso la riscoperta di una spiritualità profondamente ancorata alle nostre Radici.
“La Terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla Terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce la famiglia. Qualunque cosa capiti alla Terra capita anche ai figli della Terra.”
Capo Seattle (Manifesto dei diritti della Terra)
Il Mantello
L’autore, in questa performance (dedicata a Francesca Woodman) s’ispira concettualmente al racconto “Il mantello” di Dino Buzzati, presentando allo spettatore la sua personale visione poetica, quasi astratta, di una realtà che è, però, estremamente cruda. Protagonista della vicenda è un comune soldato, uno dei tanti, di ritorno a casa dalla trincea, per riabbracciare finalmente i suoi cari. Ma il giovane uomo è stranamente silenzioso, solitario, quasi turbato: il suo temperamento è oramai profondamente mutato a causa dei traumi della guerra. A casa ritrova ad attenderlo il calore della sua famiglia, la gioia di sua madre che, però, ben presto si tramuterà in angoscioso disincanto: sotto il mantello il giovane uomo nasconde, infatti, un’amara verità.
I Pioli della Vita
Noi, che ad un certo punto della vita abbiamo raggiunto i nostri obbiettivi, giungendo alla vetta delle nostre aspettative e delle nostre aspirazioni, ci ritroviamo oggi a guardare in alto. Ognuno di noi è arrivato lassù salendo uno dopo l’altro i pioli di una scala: la scala della Vita. Ogni gradino lasciato alle spalle rappresenta un traguardo raggiunto, un ostacolo superato, un dolore trasformato. Tutti noi che abbiamo osato quest’ascesa impervia, seppur con fatica, ma riuscendo ad arrivare finalmente in cima, oggi ci adagiamo ai piedi di questa grande Scala per guidare i nostri giovani nel coraggioso percorso in salita verso la realizzazione di tutti i loro songi.
“Mi auguro che possiate diventare costruttori di pioli, o ancor meglio, inventori di pioli”
Punta sempre in alto
Momento di riflessione
Innumerevoli volte, nel corso della mia vita, mi sono ritrovato a pentirmi delle scelte che avevo fatto, in relazioni ai diversi contesti sociali: la scuola, il lavoro, le amicizie sbagliate, gli amori perduti, le occasioni mancate… Ho trascorso diversi anni della mia esistenza a rimpiangere tutto ciò che avevo perso. Tuttavia, il tempo mi ha insegnato che non bisogna tentare di recuperare i frammenti del passato, voltandosi costantemente indietro. Non è li che sto andando!
Il Guardiano
Lasso di tempo
Il tempo passa così inesorabilmente, tanto in fretta, nelle nostre vite, che dovremmo assaporare al massimo ogni istante, ogni respiro che ci è stato concesso. Apprezzare le più piccole cose, quelle che spesso sembrano scontate, immutabili. Riconoscere il valore della nostra famiglia, della persona amata, goderne la presenza, avere cura e rispetto di noi stessi. È questo il segreto: vivere in pace con il mondo ed in armonia con la natura.
Un altro rintocco di orologio annuncia l'attimo che scorre freneticamente, lontano da noi, e avvertiamo la nostra intera esistenza scivolare via a poco a poco. Così rapidamente che neanche ci accorgiamo che la vita passa...in un lasso di tempo più breve di un attimo.