9114 Questo sono io


In questo progetto si tenta di sottolineare le ormai prive prospettive future della classe operaia. Attraverso significativi autoscatti in svariate fabbriche dismesse si affrontano le tematiche essenziali che costituiscono la nostra attuale società, tra qui famiglia, casa e matrimonio. Componenti immancabili della nostra esistenza a carico di un unico pilastro portante che è proprio il lavoro. Nelle sue opere il copricapo simboleggia la sua unica ed ultima forma di difesa dalle intemperie della vita.



La nascita.

Questo scatto rappresenta la nascita di una nuova tipologia di lavoratore, spoglio dei propri abiti atto a rappresentare la mancanza totale dei propri diritti.
Le foto che seguiranno sono state scattate interamente all’interno di vecchie fabbriche in funzione intorno agli anni 60 , periodo in cui gli operai iniziavano a combattere per ottenere alcuni benefici di cui dovremmo godere noi giovani oggi.

L’ingresso.

Giovane e ambizioso il ragazzo si avventura nella sua nuova vita lavorativa
è impaurito ma convinto che entrerà’ presto a far parte di una nuova grande famiglia, poiché all’ epoca il luogo di lavoro era considerato un fondamentale fulcro aggregativo per tutti coloro che lo componevano.

Smarrimento.

Quello che troverà invece non sarà un accoglienza come da lui sperata
Sarà smarrito e si guarderà intorno alla ricerca di qualcuno che lo faccia integrare in qualche modo ma purtroppo non ci sarà nessuna famiglia ad accoglierlo a braccia aperte.

L’immaginazione.

Nonostante l’ingresso non fosse come da lui sognato inizia a svolgere al meglio
I propri compiti pensando che ,grazie a quell’impiego, riuscirà à sbarcare il lunario e a soddisfare tutti i bisogni della sua famiglia.

Alienazione.

In questo scatto si cerca di trasmettere il fatto che una volta dentro non devi fare altro che svolgere con routine i tuoi compiti e dimenticarti ogni sogno che
avevi nel cassetto.. ti viene tolta ogni inventiva quasi come se venisse risucchiata via dalla tua anima...

Ambizione e crescita.

Oggi giorno sei solo un precario, solo un numero tra tanti, rimpiazzabile da un momento all’altro
Per adempiere al meglio le tue mansioni cerchi di ingegnarti, trovare nuovi metodi di lavoro e innovazioni che migliorino la tua attuale situazione lavorativa permettendoti di crescere e magari fare carriera.

Blocco.

Non passa molto tempo prima di accorgersi di non avere nessun sbocco futuro.
Il risultato è questo questo continuo presentimento di essere incastrato in un luogo da cui difficilmente riuscirai a fuggire..
qualunque sia l’impegno con cui affronti le sfide di ogni giorno rimarrai per sempre un precario i cui diritti si sono persi pari passo con i tuoi desideri di crescita.

Etereo.

L’impagabile dedizione quotidiana si infrange sulla realtà del fatto di essere
solo un numero fra tanti.. proprio come un fantasma che c’è ma è come se non ci fosse, poiché nessuno si accorgerebbe della sua mancanza, se venisse rimpiazzato o scomparisse definitivamente.

Orario di lavoro.

L’orario di lavoro scandisce il ritmo della vita di ognuno di noi. Ci obbliga a svegliarci presto la mattina o piuttosto a stare in piedi tutta la notte.
Ci può imporre di lavorare nei giorni di festa o di privarci di molto tempo che sarebbe stato impiegato magari per accudire la nostra famiglia.
È anche vero che molto spesso si è costretti a fare più ore del previsto piuttosto a cambiare orari di punto in bianco stravolgendo completamente la nostra vita privata in generale.
L’orario lavorativo dovrebbe essere costante il più possibile e non subire variazioni improvvise dettate dal fabbisogno del datore di lavoro.

Fine giornata.

Il tubo in foto rappresenta il peso enorme della propria routine giornaliera.
La consapevolezza di aver svolto i propri compiti al meglio.
Il fardello insormontabile da sostenere al pensiero di doversi ripetere
perpetuamente ogni giorno....

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Opere singole