La mia ispirazione primaria nasce osservando le opere di Miru Kim e Francesca Woodman, dal senso di abbandono, solitudine e degrado che trasmettono. Ai miei occhi risultano affascinanti, impregnate di poesia e creatività, pur nella loro malinconia o forse soprattutto grazie ad essa. Questo mi ha portato a recarmi in luoghi che mi trasmettessero le stesse emozioni, a creare delle opere con la stessa forza visiva, ma con un timbro personale ed unico. Al centro dell'immagine, nel punto di forza dell'opera, si trova il soggetto il cui contesto ne descrive il mondo interiore, esattamente come uno specchio. Le mie opere sono realizzate con una semplice tecnica: macchina su cavalletto, comando remoto, obiettivo grandangolare e l'uso quasi esclusivo del bianco e nero. Questa scelta stilistica conferisce potenza all'immagine e mira a catturarne l'essenza scarna e decadente. Ogni fotografia viene descritta attraverso un testo che racchiude il pensiero dell'artista e permette a chi osserva di comprenderne il messaggio e coglierne il significato profondo, ma allo stesso tempo lascia spazio ad illimitate interpretazioni da parte dello spettatore. Obbiettivo di ogni singolo progetto, che si tratti di un'opera singola o di un insieme di scatti, è indiscutibilmente quello di generare una reazione emotiva nell'osservatore, che ne percepisce e subisce passivamente il messaggio intrinseco.